Come funziona la Divinazione? Cartomanzia Tarocchi Sibille .

Come funziona la Divinazione con me? Come Funziona un Consulto di Cartomanzia con Tarocchi e Sibille, con me?

Come funziona la divinazione con me ? Un consulto di astrologia e cartomanzia con  tarocchi e sibille  approfondito (quello da 40 €) si svolge nell’arco di un’ ora circa, durante la quale, prima, faccio una piccola introduzione della tua situazione generale utilizzando il tuo tema astrologico di nascita e poi, affronto nel dettaglio le singole problematiche che più ti interessano, usando l’astrologia mediante il tuo tema natale e la cartomanzia con i tarocchi.

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E come funziona la Divinazione in generale? Come Funziona un Consulto di Cartomanzia con Tarocchi e Sibille?

E come funziona la divinazione in generale? Per rispondere a questa prima domanda citerò alcune frasi del Paragrafo II, della Parte Terza de “I Tarocchi” di Oswald Wirth, che è l’opera più importante , seria e completa sull’arte della divinazione dei tarocchi e sulla cartomanzia, commentandole immediatamente ad una ad una.

1) “ Si tratta, per l’indovino, di captare fedelmente le immagini che vibrano attorno a lui […]”

L’indovino è una persona ricettiva: accoglie passivamente tutte le vibrazioni che giungono dall’Universo decriptando l’inconscio del consultante, come un’ immaginario vaso senza fondo raccoglie l’infinità d’acqua che vi fluisce.

2) “Se l’immaginazione dell’indovino funziona come un apparecchio registratore, è chiaro che la divinazione non può soddisfare se non entro limiti ristretti la curiosità del consultante. Se non vi è nulla che vibra, per quanto lo riguarda, è impossibile comunicargli un messaggio.”

Non ci sarebbero grandi commenti da fare in quanto la frase di Wirth si spiega da sola. In ogni caso, faccio l’esempio di chi chiede un consulto di cartomanzia per soddisfare la pura curiosità, verso una risposta fine a sé stessa oppure per togliersi lo sfizio di sapere se “la cartomante o il cartomante è brava/o”: nel 99% dei casi perderà il suo tempo e, magari, anche l’occasione di conoscere una/un cartomante davvero valida/o.

3) “Insistere non è opportuno, poiché significa provocare una risposta che rischia di non essere di buona lega, da un punto di vista divinatorio.”

Nel corso di un’unica e medesima consultazione di cartomanzia, è inutile fare la stessa domanda modificando i termini con cui viene posta, sperando così in un oracolo più favorevole. Insistere sullo stesso quesito con i saggi tarocchi porta ad una risposta simile a quella già ricevuta, insistere con le dispettose sibille conduce ad un responso contraddittorio e non serio. Una cartomanzia sana presuppone l’accettazione di un responso, anche se negativo o sfavorevole, è insensato chiedere un consulto di tarocchi o di sibille per cercare una risposta piacevole e rassicurante ma forzata.

Non ha senso, neppure, consultare i tarocchi e/o le sibille più volte alla settimana per lo stesso argomento, una volta al mese è più che sufficiente.

4) “In generale, ciò che viene annunciato spontaneamente merita maggiore attenzione delle rivelazioni più o meno estorte all’indovino.”

L’indovino può tradurre e comunicare soltanto i messaggi che passivamente gli giungono dall’Universo ossia quei messaggi davvero utili al consultante.

Alcune persone “infelicemente” single chiedono, inutilmente e ripetutamente, quando finalmente arriverà l’anima gemella … spesso ed irragionevolmente continuano a voler ignorare che non possono instaurare ed attrarre nella loro vita un rapporto autentico con altri, se prima non instaurano un equilibrio armonioso con loro stesse.

5) “La lucidità dello stesso indovino varia, d’altra parte, da un consultante all’altro.”

Intuizione, immaginazione, creatività e percezione nascono nell’essere umano grazie al sistema nervoso simpatico. Le sensazioni, le simpatie e le antipatie, cosiddette, a pelle coinvolgono lo stesso tipo di sistema nervoso, pertanto, anche nella cartomanzia il feeling è importante, o c’è oppure no.

6) “Vi sono persone che contrariano il funzionamento del meccanismo divinatorio, sia perché le loro vibrazioni neutralizzano le onde che l’indovino dovrebbe raccogliere, sia per altre ragioni. In casi del genere l’indovino si sente a disagio e spesso si irrita, e questo lo rende incapace di officiare in modo utile.”

Quanto riportato al punto 6) non ha nulla a che vedere con l’incrociare o meno gambe e braccia , durante un consulto di cartomanzia con i tarocchi e le sibille, l’energia psichica fluisce o meno a prescindere dal fatto di accavallare le gambe oppure no.

C’entrano, invece, i sentimenti che costituiscono l’energia psichica:

emozioni negative o sentimenti di sfiducia verso la cartomante si traducono in un muro di energia mentale invalicabile;

assenza di reali sentimenti/pensieri/energia psichica, nei confronti del consultante da parte della persona per la quale chiede, rende impossibile leggere alcunché sulla stessa persona e della medesima persona nei riguardi del consultante;

pesanti blocchi consci od inconsci del consultante, spesso dovuti a paure di vario genere, impediscono la lettura dell’inconscio dello stesso;

ed infine, un consulto di cartomanzia non è una trattativa o una controversia con il proprio destino, in cui la cartomante media le richieste e i desideri del consultante con quanto e quello che ha disposto il fato.

Come porsi rispetto ad un Consulto di Cartomanzia con Tarocchi e Sibille, sul lavoro o sull’ amore?

Come porsi rispetto ad un Consulto di Cartomanzia con Tarocchi e Sibille, sul lavoro o sull’ amore?  Commentando un’ultima ed unica frase di Wirth, risponderò a questa seconda domanda.

7) “Al contrario, il consultante può apportare un’atmosfera psichica propizia alla divinazione. L’indovino si fa allora interprete di messaggi telepatici comunicatigli dal destinatario, come lettere non aperte o rimaste inintelligibili nel loro significato.”

Per propiziare una efficace divinazione, a prescindere dal fatto che l’oggetto del consulto di cartomanzia sia il lavoro o l’ amore, è essenziale:

  1. La fiducia del consultante, nei confronti della cartomante con la quale ha intenzione di fare un consulto di cartomanzia;

  2. La buona fede e la sincerità del consultante, rispetto le motivazioni che lo spingono verso una consultazione di cartomanzia con i tarocchi o le sibille. Un consulto di cartomanzia va richiesto: quando se ne sente davvero la necessità, mediante animo sincero e puro, e non per altri scopi o per qualche ragione con l’inganno;

  3. Esistenza di energia psichica tra consultante e la persona per cui si pone la domanda. Esempio: in un consulto di cartomanzia d’ amore, è inutile chiedere informazioni sulla vita di una persona che da tempo non pensa più al consultante, le carte rimarranno mute, perché non scorre più energia psichica tra consultante e la persona per la quale si chiede. Oppure, è insensato pretendere dettagli assurdi su di un soggetto appena conosciuto, anche se il consultante è entusiasta della nuova conoscenza, in realtà, l’energia psichica intercorrente tra i due è insufficiente, perché il rapporto è ancora troppo giovane. Ed infine, chiedendo se e quando una coppia si separerà, non è possibile avere una risposta saggia, in primo luogo perché, semmai, la domanda dovrebbe essere posta da uno dei due componenti la coppia oggetto dell’indagine, ed in secondo luogo perché la propria felicità non può e non deve essere costruita sull’infelicità di qualcun altro;

  4. Accettazione del responso, che questo risulti favorevole o meno, relativo ad un consulto di cartomanzia sul lavoro e/o sull’amore, la risposta va accettata. Ulteriori consultazioni, anche con altri cartomanti, possono dare speranza ma impediscono di prendere atto della propria realtà e di uscire definitivamente da situazioni superate e spesso dolorose;

  5. Equilibrata frequenza dei consulti di cartomanzia. In alcuni periodi difficili della vita, frequenti e molteplici consigli dei tarocchi possono essere indispensabili ed utili. Invece, quando il futuro e l’attesa di un evento che tarda a verificarsi diventano un’ossessione per il consultante, è meglio diradare i consulti di cartomanzia. In quest’ultimo caso, è sufficiente un consulto di cartomanzia al mese, una frequenza maggiore diventa spiritualmente dannosa sia per il consultante che per la cartomante.

Citazioni tratte da: pagg. 316-317, del Paragrafo II, della Parte Terza de “I Tarocchi” di Oswald Wirth – Edizione Mediterranee

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